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giovedì 27 giugno 2013

«L'investimento sta ai mercati ma il prezzo non sempre ne rispecchia il reale valore. Come poter spiegare questi due arcani?»

(Da uno spunto di un post pubblicato da: “AComeA SGR”)


Warren E. Buffett, il più grande imprenditore americano - e che Dio lo benedica - ancora vivente, anni fa sintetizzò così il concetto inerente le due variabili sopra citate: “Il prezzo è ciò che paghi. Il valore è ciò che ottieni!” Cerchiamo, però, di rendere ancor più chiara l'idea, magari... provando con un esempio mutuato dalla vita quotidiana.


 Se, passeggiando, vediamo una maglia rossa in una vetrina di un bellissimo negozio, ad un prezzo di 300 €, e poi troviamo la stessa maglia rossa a 25 € in un mercato rionale, siamo portati a pensare che i due capi siano apparentemente simili ma non identici e che la differenza tra i due prezzi sia espressione delle differenze nella loro qualità. 
 Sappiamo perfettamente che un prezzo elevato può essere legato a fattori diversi: dalla reale qualità dei materiali e dal lavoro necessari alla produzione e distribuzione di un bene, ad un marchio o ad un fenomeno di moda, ad esempio, e lo stesso vale per i mercati finanziari, cioè... se il prezzo di un’azione sale, siamo portati a pensare anche che questa azione “valga”, e spesso decidiamo di comprarla per il fatto stesso che tutti la stanno comprando. Ma un conto è il prezzo... un conto è il valore reale di ciò che compriamo. 
 Spesso per acquistare un’attività finanziaria ci basiamo sulla performance passata, e sul fatto che il suo prezzo stia salendo. Questo però è un errore. E, a tal proposito, mi viene in mente un'altra illuminante citazione di Buffett: “La maggior parte delle persone si interessa di azioni solo quando è di moda. Il momento giusto per interessarsi è quando nessuno lo fa. Non si può comprare ciò che è popolare e pensare di guadagnarci. Non avete bisogno di essere uno scienziato della Nasa.” 
 In conclusione, investire non è un gioco in cui chi ha il quoziente d’intelligenza di 160 batte quello con un QI di 130. Ed una maggiore percezione della distinzione tra prezzo e valore, aiuta senz'altro anche nel campo degli investimenti. Di qualunque natura essi siano!